Blog del prof. Paolo Giansiracusa

Ordinario di Storia dell’Arte

Interventi

Lettera aperta ai Presidi, ai Professori e agli Operatori Scolastici

30 maggio 2008

Cari Colleghi, vi scrivo per esprimere dissenso e indignazione nei confronti della campagna elettorale in corso, condotta all’insegna del vuoto ideologico, della mancanza di programmi e dell’inquietante e spasmodica ricerca di un consenso utile solo a conquistare, quasi fosse un concorso pubblico, indennità e privilegi per i prossimi cinque anni. Nessuno parla della mancanza di servizi e infrastrutture, dell’abbandono totale in cui è stata lasciata la Scuola, del vuoto culturale che caratterizza la vita sociale del nostro territorio, della mancanza di lavoro per i giovani da noi formati, della distruzione dei valori della famiglia, dell’amicizia, della spiritualità e della solidarietà umana.
Nessuno ha in mente cosa si debba fare per salvare l’ambiente, rendere decoroso e accogliente lo spazio urbano, per difendere il patrimonio artistico e monumentale, per dare una svolta concreta al turismo, per rendere sicuri i luoghi del lavoro e della concivenza civile, per progettare gli spazi dello sport e del tempo libero. Nessuno ha progetti per una offerta culturale calendarizzata. L’assenza totale di teatri, di gallerie e di spazi congressuali impedisce ogni forma di sensibilizzazione ed emancipazione nei confronti dell’arte e della cultura.
Che dire poi della Sanità che ci vede obbligati ancora oggi, nonostante lo sperpero economico della Regione siciliana, ai viaggi della speranza e della sudditanza nei sistemi ospedalieri del centro nord, se non addirittura esteri?
qui nessuno ha compreso che occorre rimboccarsi le maniche e dare inizio alla stagione dei progetti concreti. Ci vuole ben altro che facce dalla vuota espressione attaccate selvaggiamente in ogni dove! Mi piacerebbe capire se oltre lo sguardo “teatrale” e lo slogan d’occasione ci sono idee, progetti, voglia di fare.
A Voi, che come me vivete il dramma di una Scuola sempre più “cenerentola”, chiedo il consenso elettorale utile a riscattare i valori della moralità, le esigenze della cultura, le istanze della crescita sociale e civile all’insegna dell’onestà e della correttezza. Votatemi nella lista Zappulla Presidente al Consiglio Provinciale. Rappresenterò voi tutti.

Paolo Giansiracusa

Appello per Palazzo Battaglia: “Bloccate le concessioni”
Richiesta al sindaco e alla sovrintendente ai Beni culturali di Siracusauna verifica preventiva di interesse archeologico per i bassi in Corso Matteotti

Libertà, 8 ottobre 2007

Con la nota dell’8 marzo 2006, il dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni culturali, Antonino Lumia, ha inoltrato alle sovrintendenze un chiarimento in merito ai rusvolti che la legge 25 luglio 2005 n.109 può avere nel territorio regionale eciò in attesa della emanazione di una dispozione riguardante la verifica preventiva d’interesse archeologico per le opere di competenza regionale.
La disciplina in questione, immediatamente operativa per le opere pubbliche statali, introduce una metodologia di intervento e un meccanismo attraverso il quale le sovrintendenze, nella valutazione dei progetti, devono richiedere apposite analisi geologiche e archeologiche e devono esigere specifiche ricognizioni sul posto. Tale metodo val in particolare per le aree che non sono state preventivamente sottoposte a tutela.
Per gli interventi ricadenti altrove, cioè nelle opere degli enti locali, negli interventi dei centri storici, va da se che il sovrintendente del territorio di competenza ha diritto ad esaminare copia del progetto preliminare completo delle indagini geologiche ed archeologiche.
Nel caso particolare di Palazzo Battaglia, in corso Matteotti a Siracusa, nel quale, com’è noto, la commissione tecnica per Ortigia ha espresso il 20 settembre scorso parere favorevole per la esecuzione di aperture delle murature portanti del piano terra, si chiede al sindaco e al sovrintendente se la commissione, in fase istruttoria, abbia effettuato sopralluoghi sul posto e abbia avuto modo di conoscere le risultanze previste dall’analisi geologica del suolo e dalle ispezioni archeologiche dell’area di pertinenza. I pareri a tavolino con l’analisi di rilievi incompleti (sarebbe interessante sapere se il rilievo dei progettisti include la puntuale rappresentazione delle cavità sotterranee del Palazzo Battaglia) e di calcoli di carattere generale su murature portanti, lasciano molti dubbi sulla correttezza degli interventi.
La vicenda dei bassi di Corso Matteotti n. 57 e n. 59 deve rappresentare una linea di confine per il passaggio da un sistema di autorizzazioni a tavolino a un metodo basato sulla esecuzione di puntuali sopralluoghi, sui rilievi complessivi degli organismi architettonici e sulle verifiche preventive di interesse archeologico nonchè sulle indagini geologiche.
Al sovrintendente e al sindaco si chiede una immediata inversione di rotta che porti ad una migliore valutazione dei progetti e alla emanazione di pareri che salvaguardino l’incolumità dei cittadini e rispettino la storicità dei luoghi. In particolare si chiede di bloccare gli effetti deleteri del parere positivo concesso dalla commissione tecncica per Ortigia in merito ad incomprensibili dilatazioni spaziali, con abbattimenti murari, in Corso Matteotti 57 – 59.
Paolo Giansiracusa

Le fioriere puzzolenti della Strada Statale 115

Libertà, 15 settembre 2007

Un’unica grande discarica caratterizza da tempo il collegamento viario che da Santa Teresa Longarini conduce a Siracusa. Sto parlando della strada statale 115 sui cui lati, a modo di fioriera puzzolente, da diversi anni in mezzo alle sterpaglie che per fortuna quest’anno non si sono incendiate, c’è roba di ogni genere: plastica, bottiglie sacchgi della spazzatura, cartoni e persino cibi avariati, carogne e allegre famiglie di topi. A chi spetti effettuare la pulizia di questa importante arteria provinciale, che ha un lungo tratto di penetrazione nello spazio urbano (via Elorina, via Columba, ecc) non sappiamo. Certo è che si tratta di un vero e proprio attentato alla salute pubblica oltre che di un danno permanente al decoo urbano della città e del territorio. Vero, lo scenario di schifezze, di sudicuime e di vergogna, che ricorda la biblica Geenna, non è causato solo dagli enti, preposti alla pulizia delle strade e alla salvaguardia della salute pubblica. Qui per il degrado ogni cittadino fa la sua parte. Una bottiglia la butto io, uno scatolone lo lancia mio figlio, il sacchetto della spazzatura lo abbandona mia moglie… e così nessuno è indietro in questa gara a chi sporca di più.
Bisognerebbe gettare le basi per la nascita e lo sviluppo di un autentico spirito civico, bisognerebbe altresì fare in modo che gli enti preposti a salvaguardare l’immagine e la salute del nostro territorio fossero meno indifferenti, più coinvolti, più esigenti, più puntuali. Al signor Prefetto chiediamo di individuare quanti abbiano responsabilità sulla questione e di invitare prontamente le parti ad agire con sollecitudine. Siracusa, patrimonio dell’umanità, non può offrire ulteriormente questa indecorosa immagine di immondezzaio globale.
Paolo Giansiracusa

Opere d’arte in fiera, Caravaggio e Antonello in giro per le sagre paesane

Patrimonio SoS, 23 febbraio 2006

Il balletto dei dipinti in fiera continua a tutto spiano, questo sembra essere l’unico impegno concreto dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali della Sicilia.
Il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio è stato spedito a Napoli, poi a Torino, quindi a Roma. Dalla capitale è stato spedito a Milano e adesso non si sa dove sia.
L’Annunziata di Palazzo Abatellis e il Ritratto del Marinaio del Museo Mandralisca sono partiti per il Metropolitan Museum di New York.
Il Satiro danzante di Mazara del Vallo è stato inviato invece in Giappone.

Dal sito web dell’On.le Alessandro Pagano apprendiamo ancora, senza che a Siracusa se ne sia saputo nulla e senza che agli Organi di Stampa locali sia stata data notizia, che l’Annunciazione della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, nel giorno di vigilia del Santo Natale del 2005, è stata esposta nella Chiesa di San Giuseppe a San Cataldo nell’ambito delle manifestazioni per il 140° anniversario dell’elevazione del Comune di San Cataldo a città da parte del Re Vittorio Emanuele II, avvenuta nel 1865.

Dallo stesso sito dell’Onorevole Assessore, per le tristi considerazioni che ognuno potrà fare, estrapolo il seguente testo:

Una delle più famose opere di Antonello da Messina – ha affermato l’assessore Pagano – artista celebrato in tutto il mondo, sarà a disposizione dei cittadini di San Cataldo e dell’intera provincia di Caltanissetta. Un evento storico per il nostro territorio, permesso dal nostro grande impegno per restituire a questa parte di Sicilia, troppo spesso relegata a ruoli marginali, quello splendore che merita, in un ponte ideale che unisce San Cataldo a New York. Negli Stati Uniti, infatti, la scorsa settimana è stata inaugurata l’esposizione dì tre altre opere di Antonello da Messina e a Roma, nel mese di marzo, presso le scuderie del Quirinale, verrà allestita la più grande mostra dei dipinti del pittore messinese del seicento (sic!).

E’ scandaloso che un dipinto così degradato come quello siracusano di Antonello vaghi facendo viaggi sconsiderati, anche per secondarie manifestazioni di provincia. Che c’entrano con Antonello la curiosità e il riscatto (?) della popolazione di un territorio troppo spesso dimenticato?
E’ un vero peccato che volendo valorizzare i segni della storia locale ci si dimentichi delle sue emergenze. A San Cataldo, se quel 140° anniversario bisognava necessariamente sottolineare con un simbolo artistico, non sarebbero mancate opere di pregio, come ad esempio le sculture lignee di Nicolò Bagnasco.

Esorto tutte le istituzioni culturali, tutti gli organi di stampa, tutti gli organi di tutela e valorizzazione dei beni culturali di ribellarsi a questo atteggiamento assurdo che causerà danni irreversibili alle opere d’arte siciliane in continua trasferta.

Roberto Longhi sulla rivista Paragone nel maggio del 1952 davanti ai facili viaggi delle opere d’arte parlò di improvvisazione, scandalosa leggerezza, perché ai dipinti antichi è facile causare sollevamenti di colore così come alle sculture possono essere provocate irreversibili scheggiature.
Lo studioso definì stolida e servile la mania esibizionistica delle opere d’arte. Le sue testuali parole: mania che, ove non venisse stroncata, finirebbe, oltre agli irreparabili danni materiali, per revocarci stabilmente dal novero delle nazioni culturalmente più progredite.
Il Longhi con linguaggio tagliente definì dissennata la mania di trainare carrettate di antiche civiltà lontano dalle loro sedi proprie.
Quel morbo dei mostraioli degli anni Cinquanta pare sia ritornato e ora infierisce su Caravaggio e Antonello. Se questo esibizionismo non avrà fine raccoglieremo cartocci e briciole dei quadri storici, frammenti e cocci delle sculture antiche. Chi può fare qualcosa per bloccare questa dissennata politica, ai danni dei beni culturali, intervenga. Lo faccia subito. Anche solo un giorno di ritardo potrebbe rivelarsi disastroso.
Se il meccanismo procedesse con la stessa logica cambiando l’Assessore l’Antonello potrebbe fare il giro delle province siciliane, sarebbe un tour, un show senza pari !!!
Non sappiamo se l’Annunciazione, esposta a San Cataldo, sia ora in procinto di partire per il Quirinale. Il silenzio ancora una volta, come accaduto per la trasferta nissena, circonderà i fatti.
Il Direttore del Museo Bellomo, il Soprintendente di Siracusa e tutti gli altri organi interessati al problema diano rassicurazioni, spiegazioni, chiarimenti ad una città che è stanca di subire decisioni esterne, ordini dall’alto, disposizioni capricciose utili ad accontentare i ghiribizzi di pochi.
Paolo Giansiracusa

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