Rassegna stampa
“La metafora del Mediterraneo”
Città. Incontro d’arte per il decimo anniversario della scomparsa del pittore Armando Tantillo
Libertà, 28 maggio 2008
“La Metafora del Mediterraneo” è il titolo del convegno che si è tenuto nel Salone di rappresentanza della Provincia Regionale di Siracusa in via Malta, in memoria del pittore e incisore siracusano Armando Tantillo, a dieci anni dalla sua scomparsa. Il convegno si è aperto con il saluto delle autorità presenti in sala. Hanno parlato della figura artistica e non solo dell’artista Tantillo, che è stato anche docente di Educazione Artisica nella scuole siracusaene, Viviana Scalia, docente di Storia dell’Arte e Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che ha relazionato sull’uso del colore nelle opere del maestro Armando Tantillo, e il professore Paolo Giansiracusa, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea alla facoltà di Architettura di Siracusa e all’Accademia di Belle Arti di Catania, che ha relazionato sulla figura dell’artista siracusano e sulle Arti Visive del Novecento in Sicilia. Il decennale dalla scomparsa è stata anche l’occasione per proporre una fondazione d’arte per gli artisti siracusani.
Quando la gente viveva nelle case a piano
Libertà 02 aprile 2008
Relatore il prof. Paolo Giansiracusa è stato presentato presso l’aula consiliare “ G. Spada “ di Floridia il libro “ Le vie di Floridia – Stradario storico “ del prof. Vincenzo La Rocca. Quello di La Rocca è un lavoro fatto con l’umiltà di chi vuole lavorare con coscienza facendo sempre puntuale riferimento a documenti, disegni, cartine d’epoca, e fotografie, i quali non rispondono ad un puro registro illustrativo, ma offrono la dimensione visiva che aggiunge significato alla scrittura. Si tratta, insomma, di un libro di storia suddiviso in due parti. Nella prima, prevale la scrittura mentre le illustrazioni sono di supporto. Nella seconda, il libro diventa un album dove le immagini sono il testo e lo scritto un’illustrazione. Il libro come dice l’autore è stato pensato per ricordare e celebrare, degnamente, il 380° anniversario della fondazione di Floridia“. E con che animo mi sarei accinto a prepararlo se non avessi tenuto in conto – dichiara Enzo La Rocca – anche del 20° anniversario del gemellaggio con la consorella Hartford, e il 10° della posa del monumento donato a Floridia dai floridiani di Melbourne “. Il viaggio delineato nel libro si snoda tra i nomi delle vie, delle piazze, delle chiese. Toccando i tempi e i luoghi del nostro passato, vuole raccontare – come dice La Rocca – la storia della nostra comunità, perché, più si guarda indietro, più si riesce a vedere avanti. Nella prefazione La Rocca scrive: la pianta della città con le sue strade, le sue chiese, le sue piazze, i suoi palazzi forma un insieme di valori assopiti che consentono all’osservatore di oggi di leggere le organizzazioni di ieri: lo spazio ha bloccato, come pietrificandolo, il tempo.
Assolve allora alla funzione dell’Archivio costituendo una mediazione tra il passato e il presente.
“ Lo storico – evidenzia – è portato a fare una geografia del passato, cioè a descrivere e a comprendere un’organizzazione spaziale che è il sistema della citta’ in un determinato momento del passato. Gli uomini non sono nello spazio come biglie in una scatola, essi si appropriano continuamente del loro territorio. L’assetto viario della Floridia odierna – spiega – non è certamente lo stesso di 300 anni fa. Man mano che la popolazione aumentava, l’amministrazione si mobilitava per provvedere alle necessità che via via si presentavano. Le strade erano all’inizio impervie, cosparse di buche e di avvallamenti, e non sempre allo stesso livello “. La Rocca spiega anche che le abitazioni erano terrane e con la peculiarità di avere un prospetto di sei metri con una porta e una finestra, un corridoio (detto u passettu) in corrispondenza della porta d’ingresso, del quale si accedeva alla casa d’arreri ( stanza di dietro ), e da qui all’orto, il polmone della casa. Oggi non è più così: le case a piano terra sono ormai un ricordo e gli orti sono stati via via soppressi.
Salvatore Pappalardo
Città. “Luci del tramonto”: presentazione postuma del libro di Salvo Monica
Libertà, 17 marzo 2008
Nel ricordo della recente scomparsa, il 7 febbraio scorso, dello scultore e poeta Salvo Monica, la societa‚ siracusana di storia patria, con la collaborazione dell’editore Carlo Morrone e dell’associazione culturale nuova Galleria Roma sono lieti di presentare l’ultima opera letteraria dell’insigne artista: “Luci del tramonto – (poesie 1999-2007)” della Morrone editore. La cerimonia di presentazione si svolgera‚ martedì prossimo alle ore 18 nel salone del palazzo Impellizzeri, in via Maestranza in Ortigia.
Relazioneranno sul libro Corrado Di Pietro e Paolo Giansiracusa. L’attrice Rita Abela declamerà alcune delle poesie dello scrittore scomparso.
Presentazione del volume di Melinda Miceli dedicato all’invaso di Lentini
Libertà, 8 marzo 2008
Stamani stesso alle 10,00, presso il salone Costanza Bruno della Provincia Regionale di Siracusa sarà presentato il volume “Itinerari siciliani, il Lago di Lentini” della scrittrice lentinese Melinda Miceli.
Presenteranno il libro il prof. Paolo Giansiracusa e l’avv. Enzo Pupillo presidente del Gal Leontinoi Melinda Miceli, autrice di guide turistiche ha già vinto diversi premi letterari. Fra essi il Premio Luigi Pirandello (2001), Premio letterario città di Monza (2002),, ed altri: Fra le guide realizzate: “Le gole dell’Alcantara, “l’Anapo”, “Pantalica”, “Ciane”, “Cavagrande del Cassibile”, Il nuovo testo non può definirsi semplicisticamente guida, ma saggio turistico. Cento pagine di testo fitto in cui l’autrice analizza la città e il lago in rapporto a tutte le epoche, mettendole in relazione ad un contesto europeo finora sconosciuto per lo specchio d’acqua più grande della Sicilia.
Il lago di Lentini (l’ex Biviere ricordato anche dal Verga nella sua novella “Mazzarò”) costituisce oggi, sia per Lentini che per Carlentini, un’importante invaso per usi agricoli ed industriali, ma anche una grande attrattiva turistica.
Ha un perimetro complessivo di 14 chilometri quadrati, una capacità d’invaso di 127 milioni di metri cubi d’acqua.
Poiché le opere di adduzione non sono state ancora ultimate, nell’invaso si trovano attualmente 10 milioni circa di metri cubici di acqua dolce.
Per la posizione geografica e per la portata il lago è diventato una vera oasi naturalistica, anche se finora è fruibile in modo limitato per scopi turistici.
Con la costruzione dell’invaso, la vegetazione palustre ha avuto una ripresa immediata con lo sviluppo rigoglioso di thipha, tamarix, scirpus, phragmites. Nelle acque sono state anche immesse anguille, tinche, cefali e gamberetti d’acqua dolce per creare condizioni favorevoli alla sosta e all’alimentazione degli uccelli.
La zona presenta adesso un habitat eccellente per la sosta e l’alimentazione degli uccelli.
Alcune specie, in sosta sulla rotta che unisce l’Africa alle zone nordiche, vi hanno già nidificato: la moretta tabaccata (specie molto rara), la marzaiola, il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, l’occhione, il cavaliere d’Italia.
Da censimenti effettuati dalla Lipu, lega italiana protezione uccelli sono state contate 25 mila presenze contemporanee di volatili, appartenenti a 150 specie diverse, 15 delle quali in nidificazione.
I “cambi di regia” non hanno influito sulla nascita del museo
Libertà 6 marzo 2008
L’idea di un museo della civiltà contadina – spiegano gli organismi promotori dell’iniziativa abbiamo portata avanti con l’amministrazione Rudilosso l’abbiamo conclusa con l’amministrazione Spadaro. Cioè il cambio non solo di persona ma anche di condizioni politiche non ha rallentato di un solo minuto questa realizzazione perché noi abbiamo avvertito che era un’esigenza del territorio. Perché fare un’iniziativa di questo tipo, il Museo della Civiltà Contadina in questo caso, il Museo etnoantropologico a Buscemi, la Casa Museo di Palazzolo Acreide, perché dal momento in cui questo territorio decide di cambiare il suo modello di sviluppo l’unica strada da seguire era quella di puntare su un modello di sviluppo che ha come base il turismo, i beni culturali, la valorizzazione delle risorse del territorio. Chiaramente o ci reimpadroniamo del passato o non si ha cosa proporre al presente e al futuro. E’ non è un caso – è stato anche evidenziato – che il Gal sta realizzando una rete dei musei etnoantropologici. Sono queste le ragioni che portano a realizzare una idea di questo tipo da parte degli enti locali. Ma tutto questo – si è anche detto in conclusione – non l’avremmo potuto realizzare a Floridia se non ci fosse stato Nunzio Bruno che lo voleva fortemente. Egli è stato la spina nel fianco degli amministratori. Stasera, si apre una porta sulla città – ha esordito il critico Paolo Giansiracusa. Quest’opera diventa della Comunità locale, appartiene al territorio, alla provincia, all’Italia. Quando si apre uno spazio museale come questo, quando si inaugura un luogo di cultura come una biblioteca, quando si apre un luogo che raccoglie la memoria storica che raccoglie i segni della cultura si apre un luogo di civiltà, si apre un luogo di confronto cioè la società recupera uno spazio che aveva perduto”.
S. P.
“Le nuove città murate e blindate fra televisione e personal computer”
Libertà, 6 marzo 2008
Secondo il prof. Giansiracusa le nostre citta’ sono murate, ognuno di noi vive all’interno della propria casa davanti allo schermo della Tv o del computer. “ Le nostre città – ha sottolineato – sono diventate di nessuno, le nostre strade sono vuote, le piazze non sono più frequentate. Abbiamo perduto il senso della città che era basato sul confronto, sul conoscersi, sullo scambiare opinioni. Allora quando si apre un luogo come questo c’è da essere contenti perché diventa luogo di attrazione per essere luogo di civiltà e di confronto. Nunzio Bruno ha raccolto la memoria per tramandarla perché abbiamo perduto il senso della nostra identità”. “Solo la specie umana – affermava Carlo Ginzburg nel 1989 – ha l’abitudine di raccogliere, produrre, ammassare o distruggere (a seconda dei casi) oggetti che hanno un’unica funzione, quella di significare. A differenza delle “cose”, questi oggetti portatori di significato, o “semiofori”, come sono stati definiti hanno la prerogativa di mettere in comunicazione il visibile con l’invisibile”. Come affermano gli stessi figli di Nunzio BrunoAlle origini della collezione c’è stata la volontà di dell’Artista Nunzio Bruno, di riunire una tipologia di reperti piuttosto che un’altra, questo è il progetto su cui si fonda il Museo della civiltà contadina iblea di Floridia e ne chiarisce l’identità e gli scopi.
La sottrazione all’uso di tutti quanti gli oggetti appartenenti ai mestieri tipici del nostro territorio, causata dal processo di industrializzazione, ha indotto il Maestro Bruno a difenderli dallo scorrere del tempo, al fine di poter trasferire la conoscenza delle abilità di chi li progettava e li utilizzava a coloro che ignorano l’importanza della cultura materiale. Le collezioni, in genere, garantiscono sicurezza mentale ed emozionale. Questo soprattutto perché indicano i traguardi sociali dell’uomo, simboleggiano i valori del proprietario, ne denuncianoautenticamewnte la generosità e il bisogno di soddisfare la grande sete di conoscenza. Sappiamo che per intere comunità gli oggetti divengono veri e propri pezzi di realtà, rappresentativi della storia tracciata dal vissuto dei predecessori.
S. P.
Un’altra bella pagina di storia locale
Libertà, 6 marzo 2008
Floridia ha scritto un’altra bella pagina della sua storia: il Museo della Civiltà Contadina è ormai una splendida realtà. Esso, come in un lungo viaggio a ritroso nel tempo ci fa riscoprire una realtà che senza l’opera di Nunzio Bruno sarebbe andata ineluttabilmente perduta. Ci porta alla riscoperta delle nostre radici che ci permettono di programmare il nostro futuro. “ Se non conosciamo il nostro passato – dice Nunzio Bruno – non potremo mai costruire il nostro avvenire “.
Ed una civiltà senza radici come sostiene il sindaco di Floridia Arturo Spadaro sarebbe la peggiore cosa che potrebbe capitare ad un popolo. La istituzione e la inaugurazione del Museo di Civiltà Contadina per lo studioso Paolo Giansiracusa è una porta aperta sulla città mentre per via Malta rappresenta quasi un’esigenza del nostro territorio. Alla inaugurazione folta la presenza di cittadini attorno a Nunzio Bruno e alla sua famiglia, di autorità cittadine e provinciali, il sindaco di Floridia Spadaro, l’assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Bastante, i Vertici dell’ente territoriale di via Roma 31, lo studioso Paolo Giansiracusa, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Menniti, il comandante della tenenza di Floridia, ten. Sergio Ricciardi, il giudice di pace avv. Giuseppe Cantone, lo scrittore Vincenzo La Rocca, il critico letterario Corrado Di Pietro. Dopo una brevissima introduzione della coordinatrice della serata Cetty Bruno che ha ringraziato i presenti ha preso la parola il sindaco Spadaro che ha affermato: “ Quello che si apre stasera e’ un Museo di grande valore culturale e siamo tutti convinti che senza l’opera meritoria di Nunzio Bruno nel cercare di reperire reperti, che senza questa sua volontà di tramandare il passato attraverso le cose realizzate, sarebbero andate perdute”. Dobbiamo tutti dire grazie a Bruno per quello che è riuscito a fare e per come è riuscito a farlo”.
“A tramandare la realtà contadina attraverso il reperimento di quelli che sono stati gli esempi e la cultura di un popolo con le sue maestranze rappresenta proprio la volontà della conservazione delle nostre radici”.
“Nunzio Bruno – è stato sottolineato – con la sua opera è riuscito a conservare un patrimonio culturale che altrimenti sarebbe andato perduto e che i nostri figli, i nostri nipoti non avrebbero mai conosciuto. L’impegno dell’amministrazione comunale e, ritengo, anche dell’amministrazione provinciale è quello di cercare in sintonia di mettere insieme le realtà culturali, le realtà professionali del territorio. In tempi brevi – è stato concluso – cercheremo di costituire un polo culturale che Floridia merita, per la ricchezza dei suoi cervelli, per la ricchezza e l’operosità dei suoi cittadini “. Per via Malta questo è il risultato, è il frutto di un’idea condivisa delle istituzioni di quest’ultimi 10 anni. Ha voluto evidenziare che indipendentemente dalle persone o dalle condizioni politiche quando c’è la volontà, la sinergia fra componenti il risultato è sempre positivo.
“ L’idea – è stato anche dichiarato – nacque quando c’erano alla Provincia un’amministrazione sensibile alla tematica e a Floridia l’amministrazione Ortisi”.
Salvatore Pappalardo
I 13 anni di “Grande accoglienza”
Arturo Linguanti intervistato da Arturo Messina, Libertà 15 gennaio 2008
Abbiamo inteso coinvolgere grosse personalità siracusane che si erano distinte nel campo della cultura, dell’arte, del commercio e il primo ad essere premiato è stato Nando Risi nel campo dei tessuti, poi anche Marciante stesso, la libreria di Rosario Mascali, la ditta Manca Ernesto, Leonardi per quanto riguarda i negozi tradizionali, la galleria del Consiglio Regionale, e diversi altri che si sono distinti o nella cultura, Paolo Giansiracusa, o nel teatro Aldo Formosa, o nella comunicazione Salvo Fruciano… personaggi che si sono distinti nell’ambito siracusano”.
“Della terra e del fuoco”: il romanzo dipinto di Carmeni
Libertà, 14 gennaio 2008
Si è chiusa ieri, nello spazio espositivo per l’arte contemporanea dell’Accademia di belle arti “Rosario Gagliardi”, la mostra di Gianluca Carmeni artista 31enne di origini catanesi, che ultimamente ha esposto nell’ambito dell’evento “Siciliani europei” realizzato all’università di Catania in occasione del 50° anniversario del Trattato di Roma.
“Fuoco di colori che divampa sui supporti come per incendiare la terra, incenerire le forme, per rinnovare la vita – ha spiegato così l’opera dell’artista il professore Paolo Giansiracusa curatore della mostra – fuoco di pennellate veloci che con sciabolate taglienti penetra nella carne, colore e fuoco per raccontare le passioni, per tracciare con la propria vita i sentieri dell’esistenza. Colori terrosi rubati alla creta, al fango, alla roccia, alla sabbia, terre rosse e gialle, nere e grige”. Si è dichiarato soddisfatto dell’esito dell’esposizione siracusana della sua opera che ha come secondo titolo la parola “Romanzo”. “E un unico grande quadro, il Romanzo appunto, realizzato con tante tele diverse, sono cento per la precisione, che costituiscono ciascuno, le pagine di questo romanzo. Ho utilizzato varie tecniche – ha spiegato – dalla matita, ai pastelli, all’acrilico, alle vernici, al collage di materiali usati come pezze, carta con pensieri scritti”.
Carmeni dopo l’esperienza siracusana ha intenzione di portare la propria opera in esposizione a Roma.
D. S.
“Il mistero dei siculi”: l’opera postuma di Roberto Marino
Libertà, 9 gennaio 2008
L’Archeoclub e Pianeta Donna Club d’Europa domani alle ore 17 nel salone di Palazzo Vermexio in Piazza Duomo, presenteranno l’opera postuma “Il mistero dei siculi” dell’avvocato Roberto Marino. Relazioneranno il professore Paolo Giansiracusa e l’avvocato Corrado Piccione, introdurrà l’avvocato Salvatore Baglieri con una panoramica su Pantalica, Condurrà Aldo Formosa. L’avvocato Marino ha lasciato tracce diverse nel suo cammino terreno contribuendo al progresso civile della città. Interessato alla storia patria come ritorno e conoscenza delle radici storiche e umane, si è impegnato nello studio della civiltà siculamettendo in evidenza le qualità religiose, umane, civili, di un popolo che ha lasciato un messaggio sulla sacralità della vita di perenne attualità.
Maria Di Mauro
La serenità nei dipinti di Antonella Carbonaro
Libertà, 7 dicembre 2007
Inaugurazione oggi della mostra antologica di Antonella Carbonaro. L’incontro si svolgerà alle ore 18 all’ex Convento del Ritiro di via Mirabella.
Interverrà il professore Paolo Giansiracusa che presenterà l’esposizione.
“Ho voluto capire quale sia la spinta creativa che anima la vicenda artistica di Antonella Carbonaro, pittrice di delicate marine, di deserti dalle dune ondeggianti, di campi fioriti, di alberi robusti e imponenti – ha spiegato Giansiracusa – A ben guardare gli ultimi dipinti si direbbe che alcune opere dell’Impressionismo francese abbiano particolarmente colpito la sua fantasia. Ciò si evince dal colore svelto e pastoso e anche dalla vivacità cromatica che invade il suo spazio iconico. Ancor più decisi sono i colori quando la Carbonaro si dedica al racconto dell’ambiente siciliano. Certe colate laviche scorrono come fiumi incontenibili sui fianchi dell’Etna e impastano la materia incandescente alla luce e al fuoco. Il colore si fa vivo come sangue e fluisce impetuoso; nei lati, come lava che si raffredda, la materia cromatica si raggruma increspandosi in forme imprevedibili. Nei campi coltivati ad ulivi o nei pianori punteggiati dalle chiome tondeggianti di alberi monumentali la pittrice non manca di evidenziare la solarità siciliana, l’ampiezza dei luoghi, la profondità dell’orizzonte. Parimenti dicasi per le spiagge, quelle linee di confine tra la terra e il mare in cui la materia consistente si lascia accarezzare dalle onde voluttuose. Sembrano carezze i flutti leggeri che bagnano la sabbia depositando conchiglie e coralli, alghe e frammenti di sostanze organiche. C’è l’inizio di una nuova vita dietro l’onda che pettina la terra, c’è la voglia di raccontare il germoglio dell’esistenza dentro la schiuma di Venere ciprea. La Carbonaro è distante dal frastuono e dai rumori assordanti del nostro tempo, così come dal vociare irrispettoso della società violenta; l’artista cerca la dimensione del silenzio meditativo. Alla stessa maniera invece che ai problemi dell’inquinamento dilagante, della spazzatura che ci copre oltre ogni misura , delle guerre che attanagliano il mondo, dei soprusi e delle angherie che opprimono i più deboli… la pittrice preferisce pensare agli equilibri ambientali, alla natura incontaminata, ai campi di grano maturo, alle marine profonde che invitano al viaggio, al sogno. L’artista ha scelto di circondarsi della bellezza e lo fa persino con le graste fiorite, vasi di terracotta in cui il lilla dei ciclamini si affianca al colore deciso dei gerani e delle violette. Una esplosione di vita fa da cornice al suo mondo poetico, un mondo costruito nella realtà quotidiana prima ancora di essere dipinto sulla tela. La sua è una proposta di delicata bellezza che invita a riflettere sul rispetto che ogni creatura deve promuovere nei confronti della natura. Non è fuori luogo il suo messaggio di profonda saggezza, anzi ritengo che l’umanità nuova, per ritornare a riflettere, abbia bisogno di ricostruire un equilibrio del quale in molti avvertiamo la necessità. Antonella Carbonaro con la sua pittura – ha chiuso il professore Giansiracusa – non vuole rivoluzionare il sistema delle arti, sa di non avere la funzione di modificare il corso della storia , ma sa anche che la poesia dell’amicizia, la pittura della gioia di vivere possono colorare di bellezza un mondo buio e triste, sporco e violento. E’ per tale ragione che ne ho raccolto il messaggio promuovendone la conoscenza, sicuro di salvare in tal modo una dimensione del fare artistico che deve stimolarci a meditare”.
“Il teatro classico a Siracusa. Percorsi didattici”: un progetto per avvicinare i giovani all’Inda
Libertà, 29 novembre 2007
Si terrà questa mattina alle ore 11.30 presso la Sala Teatro Delle Muse dell’ Istituto Comprensivo “Paolo Orsi” in Piazza della Repubblica a Siracusa il primo incontro sul progetto didattico-culturale “Il teatro classico a Siracusa. Percorsi didattici.”. Il progetto si propone di avvicinare i giovani studenti al teatro classico con particolare riferimento all’attività dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Dopo i saluti del Dirigente scolastico Prof. Gaetano Barlotta illustreranno il progetto la Prof.ssa Rita Patania ( referente attività Teatro-scuola), Alessandra Gatto (Attrice INDA e promotrice culturale). Interverranno: Il Sovrintendente dell’INDA Dr. Fernando Balestra, il professore Paolo Giansiracusa, Docente Accademia di Belle Arti di Catania, Sebastiano Aglianò organizzatore del Festival del Teatro Classico dei Giovani a Palazzolo Acreide. Il progetto si pone come obiettivi quelli di fornire una conoscenza approfondita sul teatro classico e le sue funzioni nell’antichità con particolare riferimento alle origini dell’attività teatrale classica di Siracusa attraverso gli spettacoli che si svolgono al teatro greco dal 1914; e quello di conoscere l’Inda attraverso visite guidate per riscoprire e valorizzare la storia e l’evoluzione del territorio e le sue identità culturali.
Francesco Trombadori e la Sicilia: un amore sommesso
Libertà, 29 ottobre 2007
La Sicilia vista con gli occhi del pittore siracusano Francesco Trombatori è in mostra nell’esposizione a lui dedicata inaugurata ieri sera alla Galleria civica “Montevergini” e che resterà allestita fino al prossimo 16 dicembre.
Il pittore Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961), è noto per essere stato un esponente di spicco della prima Scuola Romana, ma è meno noto il suo essere artista di Sicilia, nonostante sia l’unico siciliano ad aver partecipato nel 1926 alla Prima Mostra del Novecento di Margherita Sarfatti a Milano.
A più di trenta anni di distanza dalla sua ultima mostra antologica in Sicilia (1976), risulta ancora poco indagato il profondo rapporto del pittore con la natia Ortigia. Un rapporto intimo, mai sbandierato – nel carattere riservato dell’artista – ma profondissimo e significativo, forgiato dall’incontro con la pittura di Antonello da Messina, e con quella di Caravaggio, (soprattutto con Il martirio di Santa Lucia, del Museo di Palazzo Bellomo), e temprato negli anni della prima gioventù, passata a stretto contatto con l’elite culturale della belle epoque siracusana.
In mostra oltre al “Ritratto della contessa di Galleni” e a “Siracusa mia!” sono esposti anche l’Autoritratto (1932), il bellissimo “Ritratto della madre con la cattedrale di Siracusa” (1942), e i numerosi paesaggi siciliani, degli anni Cinquanta, tra i quali spiccano “La fonte Aretusa” e il “Porto di Siracusa”, insieme a diversi quadri inediti. Un attestato di merito per la realizzazione della mostra va doverosamente rivolto a Donatella Trombadori, figlia di Francesco, la quale, unendo stupefacente operosità e competenza con amore devoto, rende possibile la sopravvivenza dello studio del padre a Villa Sthrol-fern e la vivace attività dell’Archivio Trombadori.
La mostra, promossa e realizzata dalla Regione Siciliana, Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali e P. I., Dipartimento dei beni culturali, ambientali e dell’educazione permanente dalla Galleria Regionale Palazzo Bellomo di Siracusa e dal Comune di Siracusa, Assessorato alle Politiche Culturali, è corredata da un catalogo antologico, edito per i tipi della Silvana Editoriale, con testi critici di Duccio Trombadori, Paolo Giansiracusa e un accurato regesto della nipote Giovanna De Feo.
“Siracusa” a scatti e lirica
Libertà, 8 ottobre 2007
Ospiti del comandante della capitaneria di porto di Siracusa, Antonino Munafò, moltissimi, tra cui il sindaco Titti Bufardeci e il vicesindaco, sono intervenuti alla presentazione del libro di Enzo Maiorca e Lamberto Rubino.
“Non aspettatevi la storia di Siracusa – ha cominciato a dire Paolo Giansiracusa con il suo consueto stile di porgere, pacato e confidenziale, ma denso di contenuti – Non aspettatevi un racconto storico artistico sulla nostra città! Aspettatevi, invece, i flash di un film: ce li dice lui stesso. In molte occasioni, nel libro dice:« Sorge nella mia memoria questa immagine». Di norma i suoi ricordi più vivi sono legati ad un tuffo; o prima o dopo il tuffo, si presentano delle immagini, immagini forti, che sono legate strettamente alla sua esperienza di vita, ma sono altrettanto strettamente legate alla storia della nostra città. Infatti diciamo bene quando diciamo che Enzo Maiorca è Siracusa; Enzo Maiorca è figlio di questa città come Elio Vittorini, come Archimede, come Lucia: è un figlio illustre, nobile, di questa città. Parla di questa città come si può parlare di una madre, affettuosamente, con grande trasporto, e quindi quello che lui ha scritto vorrei definirlo una grande poesia sulla città”.
E’ autentica poesia, ad esempio, quel flash sui calafatari: “Profumo di pece, di stoppa, di pittura… Profumo di primavera… Profumo di acqua e di «zappino» (corteccia di noce), borbottanti dentro bidoni assittati (sistemati) su tre pietre, ospitanti un fuoco, a tingere di marrone scuro l’olona delle vele; fatica per barche messe in mare a «imbonare», perché il legno, gonfiando, cicatrizzasse le fessure createsi, Profumo di squeri e di tronchi, speranza precoce di mare!”. E’ autentica poesia per le meravigliose immagini, descritte con tocchi rapidi, colorate di una meravigliosa proprietà e scelta del vocabolo, scandite con un ritmo da orecchio adusato alle melodie liriche e musicali dei nostri giorni.
E’ una poesia non sempre dolce e inneggiante alle sue bellezze, alla sua grandezza: spesso diventa elegia di amarezza nel vederla non come si desidererebbe ma piuttosto malandata, trascurata, poco amata, con tante sue vesti- le sue vie- lacere, indecorose… Ma lo fa per focalizzarne i problemi e spingere ad affrontarli, a risolverli, con la sinergia tra amministratori e cittadini, davanti ai cui occhi sia Enzo che Lamberto sottopongono sia i meravigliosi e suggestivi pregi archeologici, monumentali, paesaggistici, sia i difetti, gli angoli carenti e cadenti, che bisognerebbe risanare per renderle quella sontuosità che la storia ci tramanda.
Il libro non vuole, pertanto, essere un libro protesta, ché tante sono le pagine e le immagini che la esaltano, ma un libro raccomandazione, un libro invito a osservare meglio Siracusa, a godere delle sue straordinarie bellezze che tutto il mondo ci invidia, ma anche ad osservare le sue lacerazioni e a cercare di curarle, di guarirle, collaborando tutti, perché tutti i cittadini possono fare qualcosa per migliorare il suo aspetto, la sua vivibilità, la sua attrattiva, ognuno secondo le proprie capacità, sentendosi non stranieri della propria città, ma orgogliosi di essere siracusani, concittadini di Archimede e di Lucia, di tanti siracusani insigni che attraverso i secoli hanno dato lustro a Siracusa. E’ un libro che invita i Siracusani a conoscere meglio Siracusa, i suoi beni; ed è un libro di grande pubblicità per i non siracusani, di propaganda e valorizzazione dell’eccezionale patrimonio che essa possiede e che è di grande importanza venire, anche dai paesi più lontani, a conoscerlo.
Sintomatiche sono, tra le altre, le parole e le immagini, che (a proposito delle “vesti indecorose della nobile signora”, che è Siracusa) descrivono il graduale aggravarsi del suo aspetto, puntando l’obiettivo dal castello Eurialo sul sottostante nucleo abitato, sorto senza quell’accortezza, quel rispetto, quell’amore che avremmo dovuto avere nel costruire: piaghe oramai insanabili, che però dovrebbero servire a farci maggiormente riflettere sull’estrema necessità di dimostrare maggiore rispetto, maggior cura per la grande nostra madre, che è appunto Siracusa
Il mare è il filo conduttore di tutto il discorso il cui linguaggio è fatto di parole e di immagini insieme. Il mare è visto sotto i più molteplici aspetti, per dimostrare che Siracusa è nata proprio per il suo mare: “I Greci sono colonizzatori. Sempre stati. Ma colonizzano le spiagge, non si inoltrano. Sanno che a perdere di vista il mare, si perde il tremolar della marina: si perde l’intelligenza” (Savinio).
Qualcuno potrebbe obiettare sulla brevità e la nebulosità, o scarsa chiarezza, del titolo: “Siracusa”. Invece è proprio su quel semplice unico quadrisillabo che sta il segreto dell’originalità: ti lascia aggiungere tutto ciò che vuoi, il suo passato nella notte dei tempi, la sua storia gloriosa, i suoi personaggi insigni, i suoi paesaggi incantevoli, il suo mare più azzurro del mondo…
Se qualcosa dovessi io aggiungere, vi premetterei semplicemente Maiorca con una e, ma una e accentata: “Maiorca è Siracusa”.
E sì, perché Maiorca si identifica con Siracusa e viceversa, perché nessuno come Enzo Maiorca ha amato la sua città, nessuno come lui l’ha fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo con le sue veramente eroiche ed esaltanti imprese, a partire da quando cominciò a conquistare i primi record di profondità in apnea scendendo arditamente con quel semplice aggeggio che chiamò “La Caffettiera” e altro non era se non uno dei primitivi fucili da pesca subacquea in disarmo, che gli fornì Angelo Giudice, uno dei compagni più intimi, che lo seguì fin dai primi anni e che poi è divenuto uno dei collezionisti di conchiglie e malagologhi più noti e stimati.
E’ un libro-immagine direi, perché procede per sincresi come l’occhio della macchina fotografica; perché descrive e racconta con la stessa incisività: sono oltre sessant’anni di esperienza, da quando scese a mare la prima volta, con una maschera antigas, quando era appena un ragazzino dodicenne e già faceva sbalordire i compagni che lo vedevano andare sott’acqua e sparire per diversi minuti, attendendo preoccupati perché non sapevano che fine avesse fatto e poi se lo vedevano spuntare a cento metri di distanza! In sessant’anni di fedeltà e di amore intenso al suo mare, a quanti episodi ha potuto assistere, quanti ne ha potuto vivere personalmente! Quante scene viste, quanti fatti sentiti raccontare! Quante immagini fissate nella sua memoria! L’imbarazzo delle scelta! Altrettanto imbarazzante la scelta degli angoli suggestivi da fissare con l’obiettivo. Ne è scaturito un libro di una straordinaria valenza, i cui passi più notevoli, letti dalla bravissima attrice, che, vedi caso!, porta il nome di una ninfa marina, Galatea Ranzi, hanno riscosso i più calorosi applausi.
Arturo Messina
Economia e cultura nel Mediterraneo insieme per un nuovo modello di sviluppo
Libertà, 8 ottobre 2007
Economia e cultura un binomio che da ora in poi dovrà andare sempre d’accordo. È quanto emerso dal dibattito che si è tenuto ieri nell’ambito del Forum dell’Arte 2007, promosso da Assoartisti e Confesercenti sul tema “Economia e Cultura del Mediterraneo”. La manifestazione, patrocinata dalla Camera di Commercio di Siracusa e dall’Accademia di Belle Arti “R. Gagliardi”, è stata introdotta dal Presidente della Confesercenti di Siracusa, Arturo Linguanti, e dal Presidente Regionale della Confesercenti, Giovanni Felice. Sono seguite le relazioni di Paolo Giansiracusa, Docente Universitario, Mario Di Gioia, Presidente Nazionale Assoartisti, Marco Giudice, esperto risorse, Fernando Balestra, Sovrintendente INDA. A sottolineare la necessità di far andare d’accordo l’economia e la cultura per un ritorno positivo per entrambi.
“Non si può più distinguere l’economia dalla cultura – ha spiegato Mario Di Gioia, presidente nazionale di Assoartisti – e abbiamo voluto cominciare proprio da Siracusa nella diffusione di questo messaggio incentivando i giovani a scegliere strade che coniughino insieme i due settori. Questa visione che è fondamentale per rilanciare i settori dello spettacolo, della cultura e per sostenere i movimenti giovanili che sono alla ricerca perpetua di motivi di aggregazione, metterà assortisti in una posizione di netto vantaggio rispetto alle altre associazioni di questo genere”. Medesimo entusiamo nelle parole del vice sindaco Fabio Granata che sottolinea la necessità di promuovere questo nuovo modello di sviluppo. “ Cultura, turismo, agricoltura, università e innovazione sono i settori su cui si sta costruendo un’idea di sviluppo diversa da quella del modello industriale. Bisogna creare cultura dell’accoglienza anche tra i commercianti e gli esercenti, così da rendere Siracusa sempre più all’altezza del suo patrimonio e delal sua straordinaria storia”.
D. S.
Ortigia. Forum dell’Arte 2007 alla Camera di Commercio
Libertà, 2 ottobre 2007
Sabato prossimo nel Salone di rappresentanza della Camera di Commercio di Siracusa “M. Signorelli”, con inizio alle ore 9, avrà luogo il Forum dell’Arte 2007, promosso da Assoartisti – Confesercenti sul tema “Economia e Cultura del Mediterraneo”. La manifestazione, patrocinata dalla Camera di Commercio di Siracusa e dall’Accademia di Belle Arti “R. Gagliardi”, sarà introdotta dal Presidente della Confesercenti di Siracusa, Arturo Linguanti, e dal Presidente Regionale della Confesercenti, Giovanni Felice. Seguiranno le relazioni di Paolo Giansiracusa, Docente Universitario, Mario Di Gioia, Presidente Nazionale Assoartisti, Marco Giudice, esperto risorse, Fernando Balestra, Sovrintendente INDA. Aldo Formosa coordinerà gli interventi sulla “creazione e la fruizione estetica”. Sono previsti contributi di Enzo Annino, Pepi Morgia, Giancarlo Passarello, Lidia Pizzo. Seguiranno “interventi di recitazione” di Giuliana Accolla, Francesco Alderuccio, Alessandra Gatto e Mirella Parisini. Il Forum si concluderà con un intervento di Mauro Bussoni, Vice Direttore generale della Confesercenti.
Enzo Maiorca racconta la sua Siracusa
Libertà, 26 settembre 2007
Enzo Maiorca, il famoso subacqueo recordman che rappresenta Siracusa e l’Italia intera nel mondo, si racconta e racconta la propria città in un libro illustrato dal fotografo Lamberto Rubino. La pubblicazione, intitolata “Siracusa” ed edita dalla Erreproduzioni, sarà presentata domani mattina, alle 10, nella sala stampa “Archimede” di via Minerva 5, a Siracusa. Saranno presenti: Enzo Maiorca, l’assessore comunale alla Cultura, Fabio Granata, il comandante della Capitaneria di porto, Antonino Munafò, il fotografo Lamberto Rubino e l’editore Fabrizio Rubino.
La presentazione pubblica del libro avverrà venerdì prossimo, alle ore 18,30, alla Capitaneria di porto di Siracusa
Enzo Maiorca, un uomo per nulla dimenticato, come ha detto il 19 luglio scorso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferendogli una medaglia d’oro al valore di Marina.
“Dire Siracusa equivale a dire Aretusa – ha scritto il prof. Paolo Giansiracusa nella prefazione al libro -, parimenti dire aretusei, figli di Aretusa, è come dire siracusani. Figli di un amore che non conosce ostacoli e limiti, che vince ogni ostilità, che supera persino la forza degli elementi. Un amore dai cui gorghi impetuosi, sebbene Ovidio e Pausania, Pindemonte e D’Annunzio, non ne facciano racconto, sono stati generati numerosi figli, alcuni geniali e creativi, altri rivestiti di santità e di sapienza, di luce e di bellezza e molti ancora normali come tante creature mortali”.
Gli artisti siracusani chiedono più attenzione – Riunione ieri sera al salone della Provincia
Libertà, 21 settembre 2007
Gli artisti siracusani chiedono più spazi e maggiore attenzione da parte delle amministrazioni pubbliche. Si sono riuniti ieri sera nel salone del palazzo della Provincia regionale di Siracusa, per dare vita alla programmata assemblea di Assoartisti, l’organismo voluto dalla Confesercenti, del quale è presidente il professore Paolo Giansiracusa. L’assemblea è stata preceduta dalla premiazione degli artisti vincitori dell’estemporanea dedicata al mare e alla montagna. Il premio, consistente in un assegno di 250 euro, è stato consegnato a Antonietta Iachetta, Rachele Romano, Alice Camuto, Adriana Mauceri, Carmela Basile, e le pittrici Giovanna Paolello e Vanessa Rossitto.
Al professore Giansiracusa è stato affidato l’incarico nazionale di predisporre una bozza di disegno di legge sulla formazione dei direttori artistici degli enti locali con popolazione superiore a 10 mila abitanti.
Assoartisti è attiva all’interno della Confesercenti, per la quale prenderà la parola il presidente Arturo Linguanti. “Crediamo che i nostri artisti debbano avere maggiore spazio – spiega il presidente di Confesercenti – Per questo abbiamo offerto loro opportunità insieme alle iniziative avviate dai consorzi naturali commerciali. Esperienza positiva e certamente da ripetere, perché ha destato l’interesse degli operatori ma anche dei cittadini” Nel corso dell’assemblea sono stati individuati i responsabili di settore per lo spettacolo, il teatro, le arti visive, la musica e l’architettura.
R.L.
Estemporanea “Mare e Montagna”: oggi la premiazione
Libertà, 20 settembre 2007
Oggi pomeriggio alle 16, nel salone di rappresentanza della Provincia regionale di Siracusa, consegna dei premi agli artisti vincitori nell’Estemporanea di pittura dedicata al Mare e alla Montagna, promossa dalla Confesercenti, dall’Accademia di Belle Arti “R. Gagliardi” e dalla Capitaneria di Porto di Siracusa. La cerimonia di consegna avverrà alla presenza di Arturo Linguanti, presidente della Confesercenti, Carmelo Gentile, direttore dell’Accademia di Belle Arti «R. Gagliardi», Giovanni Marischi, presidente Comauto Siracusa, Paolo Giansiracusa, docente universitario, Sebastiano Monaco, presidente del Circolo Unione.
A seguire avrà luogo l’assemblea provinciale Assoartisti, nella quale saranno affrontate problematiche collegate alla funzione di direttori artistici degli enti locali, nonché alle opportunità offerte dalla Comunità Europea a sostegno delle iniziative artistiche e alle politiche che gli enti locali debbono intraprendere a sostegno della diffusione della cultura nei loro territori. Relazioneranno Enzo Annino, Aldo Formosa, Alessandra Gatto, Paolo Giansiracusa, Mirella Parisini e Lidia Pizzo.
“Economia e cultura del Mediterraneo”: seminario a Siracusa
Libertà,
“Economia e cultura del Mediterraneo” è il titolo del seminario che il 18 e il 19 settembre prossimi si terrà nella sala “M. Signorelli” della Camera di Commercio e che si rivolgerà al mondo dell’arte e della cultura.
Il seminario avrà valenza regionale e sarà incentrato sulle sinergie da realizzare tra economia e cultura come volano di sviluppo delel città nel bacino del Mediterraneo.
A promuovere l’incontro è l’Assoartisti.
“Parteciperanno dirigenti nazionali e regionali dell’Assoartisti – ha anticipato il presidente dell’associazione, il professore Paolo Giansiracusa – nonchè prestigiosi operatori culturali regionali e nazionali”.
Convegno: “Il mare e la montagna nel comprensorio ibleo – siracusano”
Libertà, 25 luglio 2007
“Il Mare e la Montagna del Comprensorio Ibleo – Siracusano tra Economia, Commercio, Arte e Cultura” è il titolo del convegno di studi, organizzato dalla Confesercenti, d’intesa con la Capitaneria di Porto e l’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa, che avrà luogo questa sera presso la sede estiva del Circolo Unione in Via del Sacramento alle ore 19.
Introdurrà i lavori del convegno Arturo Linguanti, Presidente della Confesercenti di Siracusa, relazioneranno sul tema Antonino Munafò, Comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa; Paolo Giansiracusa, Docente Universitario e Presidente Assoartisti Siracusa.
Nel corso della serata saranno inoltre assegnati i premi ai cinque vincitori della estemporanea di pittura che si è svolta tra il 12 e il 16 luglio scorso a Siracusa e che ha visto prodursi sul tema del mare e della montagna siracusana molti artisti delal nostra città. Saranno consegnati i 5 premi acquisto del seguente importo: 1° classificato: 250 euro; 2° classificato: 180 euro; 3° classificato: 150 euro; 4° classificato: 120 euro; 5° classificato: 100 euro. A decretare i vincitori della gara artistica è stata una giuria di qualità composta da Arturo Linguanti, Massimo Di Raimondo, Angelo Tamburini, Paolo Giansiracusa, Rocco Froiio, Sebastiano Monaco, Giovanni Marischi.
Nasce Assoartisti – “Un punto di riferimento per la creatività a Siracusa”
Libertà, 3luglio 2007
Ora anche gli artisti siracusani hanno un’associazione unitaria cui rivolgersi e alla quale legarsi per far valere le proprie ragioni o semplicemente per crescere insieme sul territorio siracusano. Ieri la presentazione ufficiale nel salone di rappresentanza della Confesercenti da parte del presidente dell’organismo, Paolo Giansiracusa, critico e storico dell’arte, professore universitario di Storia dell’Arte moderna e contemporanea, che ne ha illustrato anche la funzione. “Assoartisti è un organismo nazionale aggregato alla Confesercenti – ha spiegato – A Siracusa non esisteva e finalmente abbiamo deciso con il presidente della Confesercenti, Arturo Linguanti, di fondare anche questo gruppo per mettere insieme le intelligenze creative delal città che operano nel campo delle arti visive, di quelle letterarie, nel campo del teatro. Tuttavia obiettivo dell’associazione non è tanto quello di programmare nuove attività ma quello di organizzarsi meglio e far sentire la voce autorevole degli artisti alle amministrazioni locali ed anche ad altri enti che operano sul territorio a vario titolo. L’artista si candida, ma non da ora, ma da tempo ad essere un professionista attendibile che può dare molto alla civiltà del nostro tempo. Tuttavia per fare questo la sua opera non deve essere considerata un passatempo ma un contributo essenziale e originale alla cultura contemporanea”. Alla presentazione ieri ha partecipato, in rappresentanza del mondo degli artisti, il maestro Turi Volanti autore del trittico “Parabola per il Terzo Millennio (l’ascesa, la crisi, la caduta)” già presente alla XIII Quadriennale nazionale di Roma.
“Sono tre scomparti, inseriti in un’unica struttura – ha spiegato Volanti – È una grande metafora della vita degli uomini e non solo. La parabola, infatti, è un moto rotatorio, circolare in senso lato nel senso che segna una serie di passaggi. È la metafora del potere che ascende come nel caso delle civiltà che raggiungono la fase aurea del loro sviluppo, poi affrontano la crisi che spesso le porta al declino, alla decadenza simboleggiata nel quadro da una meteora che passa. In realtà questo simbolo è presente in tutti e tre i dipinti e sta ad indicare il passaggio dal secondo millennio al terzo millennio”.
D. S.
“Antichi mestieri”: mostra di manufatti degli Iblei
Libertà, 28 giugno 2007
Creare moderne opportunità d’impresa attraverso il recupero di quelle produzioni artigiane che oggi rischiano di perdersi, ma che invece, oltre a costituire la memoria storica del territorio siracusano, rappresentano un elemento aggiuntivo all’offerta delle attrattive locali di un’area come quella del Comprensorio Hyblon-Tukles (zona montana e zona nord della provincia di Siracusa), da tempo ormai avviata verso nel processo di sviluppo sostenibile ed integrato.
È nato così il progetto “Antichi Mestieri”, promosso dal Gal Hyblon-Tukles e dalla Camera di Commercio di Siracusa, in collaborazione con la Soprintendenza ai BB. CC., che in questi sei mesi ha visto protagonisti 30 artigiani del Comprensorio. Sotto la guida di un comitato tecnico scientifico, composto dai più noti esponenti della cultura locale, da Elena Marchesi a Paolo Giansiracusa e Massimo Papa, storici dell’arte e del territorio, e attraverso lezioni, stage e visite ai monumenti più significativi dei Comuni del Comprensorio, all’arte ceramidea di Caltagirone ed ai sistemi museali più importanti come il museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa e la Casa Museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide, gli artigiani hanno potuto trovare lo spunto per la creazione di un repertorio di oggetti ispirati al patrimonio storico-artistico custodito nei musei provinciali e, più in generale, alle bellezze storiche e naturalistiche presenti in tutto il Val d’Anapo.
Queste produzioni di gran pregio sono diventate una mostra e, soprattutto, un catalogo con foto e schede illustrative dei manufatti e delle imprese artigiane che li hanno realizzati, che verrà distribuito nel territorio nazionale e all’estero in occasione di appuntamenti fieristici e incontri di lavoro. La Mostra e il Catalogo di queste “Eccellenze artigiane iblee” verranno presentate questo pomeriggio alle ore 18 a Siracusa, nel Salone Gentili di via delle Vergini dove verranno ricostruiti e messi in funzione anche due antichi telai per la tessitura. “Un’occasione importante – ha dichiarato Giuseppe Gianninoto, presidente del Gal Hyblon Tukles e vice presidente della Camera di Commercio di Siracusa – quella offerta alle nostre imprese, sicuramente l’unica nel Meridione, per promuovere le loro creazioni all’interno del più ampio obiettivo di recupero, salvaguardia e valorizzazione del territorio.
D’altra parte, i temi degli antichi mestieri e dell’artigianato di qualità godono, da circa un decennio, di un rinnovato interesse da parte delle Pubbliche Amministrazioni per la possibilità che essi offrono di valorizzare e promuovere determinate specificità locali, coniugando categorie differenti, solo in apparenza eterogenee, quali economia e cultura, sviluppo e tradizione”.
A garantire la qualità degli oggetti creati sarà una specifica certificazione, rilasciata dalla Camera di Commercio di Siracusa, sotto il controllo del Comitato Tecnico Scientifico. I manufatti così realizzati potranno andare ad arricchire i bookshoops e gli spazi previsti per la vendita di oggettistica presso le strutture museali già esistenti o che stanno nascendo in provincia di Siracusa.
La funzione del teatro oggi – Esso è vita, libertà, cultura e godimento
Libertà, 6 giugno 2007
[...] Il discorso del prof. Paolo Giansiracusa è stato ampio nello sviluppare la tematica propostasi: “Il teatro è vita, ma la vita è anche teatro”.
“Siracusa – ha affermato tra l’altro è una città votata al teatro; tutto il Meridione è votato al teatro, se nelle nostre relazioni comuni ci agitiamo spesso più del solito, gesticoliamo più del solito, siamo attori sempre, attori senza copione, senza nulla da recitate se non ciò che ci detta il nostro cuore, Diciamo spesso ai nostri amici:< Basta con questa commedia!>, oppure, a seconda della problematica: .
Ha fatto notare che metà della nostra vita si viveva all’aperto, nelle piazze, nei cortili, dove sembrava che la cosa altrui facesse parte della nostra, la strada era la proiezione dello spazio domestico e davanti alla propria casa si stendeva la biancheria lavata ad asciugare, si asciugava la salsa per farne l’estratto e quindi si conversava sempre, per cui si viveva in continui incontri e scontri. Ne ha quindi dedotto che del teatro, della commedia, della tragedia c’è gran bisogno, perché il teatro è un’arte libera, un’arte liberatrice, per cui se non ci fosse il teatro, tutto sarebbe grigio e monotono.
Ha ricordato poi come Siracusa, dal punto di vista dello spettacolo teatrale, è stata sempre una città di scrittori antichi: se mancassero i versi, ci sarebbero le pietre a documentarlo e tra le prime cose che fecero i Greci quando vennero a Siracusa, assieme al tempio fu il teatro, il teatro lineare, trapezoidale, come a Morgantina, dove gli studenti si recheranno, guidati dalla prof.ssa Rosa Peluso, proprio in uno di questi giorni, domenica prossima, per lo stesso spettacolo, con il mio commento musicale, che ha inaugurato il 10 maggio scorso il XIII Festival del teatro classico per i giovani, al “teatro aereo” di Palazzolo.
Che il teatro sia libertà e mezzo liberatorio il prof. Giansiracusa lo ha sottolineato affermando che era l’occasione in cui il cittadino, l’attore, poteva dire e non dire immunemente la sua opinione, per sfogarsi con il suo dire, per dire la sua verità contro tutto e contro tutti, per affermare delle verità straordinarie che dette in teatro non venivano censurate, c’erano delle espressioni persino scandalistiche, che anticipavano i nostri giorni, che annunziavano una mentalità ben superiore rispetto al loro tempo:
“Il teatro – ha affermato l’oratore era zona franca, in cui si esprimeva la libertà attraverso la parola, spingeva con energia la ruota della civiltà e se siamo giunti alla libertà di cui godiamo noi oggi, se abbiamo tanta libertà di parola e di stampa, tanta libertà di esprimerci anche con l’arte, certamente lo dobbiamo agli uomini di teatro di allora, che era l’espressione più libera rispetto alle altre, che, come le arti visive, la pittura, l’architettura, erano arti castigate e costrette a rimanere rigidamente fisse nei canoni stabiliti”.
A tal proposito ha messo in rilievo come nelle due tragedie che si stanno recitando al teatro greco il mitico personaggio di Ercole da quel superuomo che era stato di essere compiendo le dodici fatiche era diventato un pover uomo, “ucciso da un morto”- come egli stesso afferma nelle Trachinie – oppure succube d’un raptus mentis che gli fa commettere il più esecrabile delitto: l’uccisione dei suoi figli!
La conclusione del suo forbito discorso è stata che del teatro si è avuto e si ha ancora oggi tanto bisogno e che il teatro è veramente vita, libertà, civiltà, cultura, godimento, per cui oggi dovremmo amarlo, praticarlo, frequentarlo più intensamente. Oggi la funzione più importante del teatro è quella di insegnare a dire sempre la verità, a dire con coraggio la nostra opinione, a confrontarci più spesso con gli altri, a riprendere con maggiore impegno il dialogo costruttivo con gli altri. [...]
Arturo Messina
Unitre: incontro con gli attori delle rappresentazioni classiche
Libertà, 5 giugno 2007
L’UNITRE (Università della terza età) incontra il grande teatro classico. Si è rinnovato il consueto appuntamento annuale con le Rappresentazioni classiche in scena al Teatro greco aretuseo, con un incontro che si è svolto ieri, nella sala-teatro del collegio Santa Maria di viale Teocrito. Protagonisti dell’evento, organizzato da Alessandra Gatto, due degli interpreti degli spettacoli in scena quest’anno in occasione del XLIII ciclo della Fondazione Inda: Deli De Maio e Antonio Zanoletti.
A presentare l’incontro, che ha avuto come argomento non soltanto la funzione sociale del teatro classico ma anche il ruolo della drammaturgia antica come strumento moderno di “memoria”, sono state la vicepresidente dell’Unitre di Siracusa, Pinella Miano e il sovrintendente della Fondazione Inda, Fernando Balestra. Ha relazionato sul tema il professore Paolo Giansiracusa, critico e storico dell’arte.
Maiolica siciliana del Settecento: conferenza a Bresadola
Libertà, 10 maggio 2007
“Simbolismo e decoro della maiolica siciliana del Settecento” è il titolo della conferenza che si terrà questo pomeriggio alle ore 19.30 nei locali della’associazione micologica Bresadola in viale Edoardo Garrone a Città Giardino. A relazionare sul tema sarà il professore Paolo Giansiracusa ordinario di Storia dell’arte all’università di Catania nonchè fondatore e sopraintendente artistico dell’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” di Siracusa. Il professore Paolo Giansiracusa, con l’ausilio di supporti visivi, fornirà agli intervenuti una panoramica della storia di questi manufatti e dell’evoluzione dell’arte che con i suoi simbolismi ha accompagnato l’attività umana.







